Lo sappiamo che pensare all’ambiente, al mondo in cui viviamo dev’essere un obbligo morale di ciascuno di noi. Noi di Nabys abbiamo scelto il legno, la fibra di lino e la resina epossidica bio con almeno il 50% di carbonio derivato da biomasse e non da fonti fossili perché crediamo che una produzione più sostenibile sia necessaria. Perché l’impatto ambientale per costruire, e ancora di più per smantellare a fine-vita, un manufatto in legno è molto minore di uno in poliestere e vetro. Ma non sempre si ha voglia di salvare il mondo quando si compra una barca. E pure chi è attento all’ambiente e a ridurre la propria carbon footprint, l’impronta che lasciamo sulla terra in termini di CO2 liberato dalla nostra vita, può decidere in coscienza di volere una cosa che non è la più green possibile, ma è la più adatta alle sue esigenze. In pratica, prima voglio che sia una vera barca a vela, poi mi preoccupo di quanto è sostenibile.

Quindi, da Nabys, costruiamo barche a vela in legno perché pensiamo che sia meglio in assoluto. Consideriamo per un momento la questione ambientale come un piacevole e benefico effetto collaterale e concentriamoci sul resto.

Si paga solo ciò che si usa

Il processo produttivo in legno elimina i costi parassiti. Non prevede, per esempio, la presenza di uno stampo per costruire, spesa invece sostenuta da chi vuole una nuova barca in vetroresina: il cantiere ripartisce sui vari modelli il costo degli stampi necessari a realizzare scafo e coperta. In pratica si paga per avere qualcosa che serve solo al cantiere.

Diminuiscono gli sfridi, il materiale di risulta e gli scarti: non ci sono, per esempio, tutte le abbondanze lasciate oltre lo stampo, anch’esse inutili da un punto di vista nautico.

Il costo maggiore che può avere un prodotto in piccola serie di legno rispetto a un prodotto di grande serie industriale è dovuto principalmente al maggiore costo (e relativa qualità) del legno rispetto alla vetroresina in poliestere, non al processo costruttivo.

Libertà progettuale e di personalizzazione

L’assenza dello stampo di porta dietro anche la possibilità di modificare il progetto senza la necessità di realizzare “aggiustamenti speciali” o di negare del tutto le modifiche. In altri termini, cambiare la disposizione del layout interno o della coperta è possibile ed economico. Non richiede un lavoro posticcio per adattare un manufatto nato con un’altra forma e con un’altra funzione. E tutto ciò va a vantaggio anche dei tempi di realizzazione: la barca nasce come dovrà essere, non viene generata per poi essere stravolta.

Leggerezza e rigidità

La fibra di lino pesa la metà della fibra di vetro, e rispetto allo stesso vetro, l’elemento strutturale della vetroresina, il cedro rosso o il compensato di okumé, due dei legni scelti per realizzare i Nab, pesano un terzo e la metà. Così come la necessaria resina epossidica, utilizzata per isolare il legno dall’acqua e dare compattezza monolitica alla struttura, pesa circa un terzo della resina poliestere e circa la metà della vinilestere. Insomma, parlando di pesi una barca in legno parte avvantaggiata rispetto a una in composito industriale.

Al di là delle caratteristiche specifiche di rigidità dei materiali scelti, la costruzione con interni strutturali, ovvero incaricati della duplice funzione di arredare e dare rinforzo, contribuisce a rendere leggera e rigida la costruzione che non ha bisogno di paratie e rinforzi su cui poi sono inseriti gli arredi interni.

Considerate le caratteristiche meccaniche del manufatto, va da sé che a parità di equipaggio le prestazioni a vela sono paragonabili a quelle degli scafi in composito di alta qualità. Migliori di quelle ottenibili con un prodotto di grande serie.

Vita di tutti i giorni

Chiunque sia entrato in una barca nuova in vetroresina sa qual è l’odore che pervade tutti gli spazi. Anche chi è entrato in una barca in legno sa qual è. E nessuno di loro ha il dubbio su quale sia il più piacevole con cui convivere. E anche più sano. Non a caso, in Nabys la resina che utilizziamo è epossidica che rilascia meno sostanze volatili delle resine poliestere e vinilestere.

Il legno garantisce un maggiore comfort termico, grazie alla sua capacità di coibentare gli ambienti. Qualità migliorata ulteriormente dalle caratteristiche di termoisolamento della fibra di lino, assai migliore in questo senso, rispetto al vetro. In pratica la barca all’interno è più calda nella stagione fredda e più fresca durante l’estate.

Il benessere di bordo è ulteriormente accresciuto da una migliore gestione dell’umidità dell’aria. In un manufatto in legno la percentuale di vapore acqueo presente nell’aria è minore rispetto a quella percepita in una barca in composito plastico. A seconda della sua abbondanza o scarsità è assorbita e rilasciata dallo stesso materiale di costruzione.
Diminuiscono anche i rumori esterni per la maggiore capacità fonoassorbente delle fibre di legno e di lino rispetto alle colleghe di vetro.

Infine, sono da tenere in considerazione tutti i vantaggi derivanti dalla possibilità di avere una barca realizzata sulle proprie necessità. E questo, come dice un noto spot, non ha prezzo.