Perché un designer esordiente dovrebbe prendere in considerazione materiali differenti dalla vetroresina per proporre le sue creature? Semplice, perché gli conviene. Così come conviene al suo cliente, al cantiere che costruisce e, pensate un po’, persino all’ambiente. Come si dice: una scelta win-win che soddisfa tutte le parti in gioco.

Dal progetto alla sua realizzazione

No, non è l’uovo di Colombo. Basta banalmente passare in rassegna i fatti per cui il legno ha tanti vantaggi rispetto alla vetroresina, se si parla di barche pensate per l’armatore. 

In Nabys abbiamo pensato che con un modo diverso di approcciare le barche, la nautica può essere migliore. Oggi è possibile avere barche più semplici da progettare e da costruire, più adatte al cliente, ottimizzate per le sue necessità e quindi più performanti nel loro uso abituale. Meno energivore durante l’uso e meno affamate di materiale durante la costruzione e per questo più leggere, anche in termini ambientali. E questo senza che i costi aumentino. Questo pensiamo in Nabys e sappiamo di non essere i soli.

 Tanto per cominciare, cambiare mentalità, abbandonare la “plastica” per orientarsi verso materiali come il legno o l’alluminio, per esempio, consente a chiunque abbia una buona idea di poterla realizzare senza per forza trovare un grande cantiere che gli dia credito o un armatore disposto a spendere il doppio di una barca di una equivalente serie per avere il suo prototipo. Il vantaggio di base è proprio nel materiale di costruzione e di conseguenza nella tecnica costruttiva.

 

Costruire in vetroresina ha molti vincoli

La vetroresina è un materiale fantastico per la nautica. Economico, facilmente lavorabile, rigido e leggero quanto basta per consentirgli di costruire barche da diporto praticamente di ogni dimensione. Però si porta dietro molti vincoli. Innanzitutto per essere messa in opera ha bisogno di uno stampo dove posarla e poi laminarla per dare forma allo scafo. Lo stampo, ovviamente, ha un costo e non secondario: è equivalente a quello della barca finita. Il che significa, letto con gli occhi dell’armatore, che per ogni barca costruita una parte del prezzo finale è dovuta allo stampo. Per i cantieri di grande produzione questo aspetto ha una rilevanza contenuta: uno stampo è valido per circa 35, 40 barche, quindi è solo 1/40 la quota di stampo che un armatore paga comprando la sua barca. Non tutti i cantieri però, specie quelli che propongono barche più mirate e tagliate sul cliente, arrivano a produrre numeri così significativi. Spesso i prezzi sono stabiliti prevedendo una decina di barche stampate e quindi il costo per ogni modello è aumentato di circa un 10%, almeno.

Con il legno questo problema non si pone: lo stampo non serve e tutto ciò che si compra è usato per costruire la barca

La presenza dello stampo impone dei vincoli spaziali. Paratie, cabine, gavoni, tuga ecc sono stabiliti dalla forma dello stampo. Qualsiasi modifica deve prevedere una modifica allo stampo o, più spesso, un nuovo stampo. Risultato: sulle barche di grande serie le varianti e la personalizzazione si limitano ai colori delle tappezzerie. Assenti quelle che riguardano la disposizione degli interni e nel caso in cui siano presenti sono solo quelle già previste dal cantiere. Nessuna possibilità di avere la propria barca, al massimo la copia della barca accanto, ma con altri colori. La costruzione con il legno, non necessitando di stampo, non ha neanche questo vincolo. Serve una cabina più grande o un tavolo disposto diversamente? Basta chiedere e l’architetto aggiorna il progetto.

Architetto, a chi serve il peso inutile?

La vetroresina è veloce e pratica da mettere in opera, ma non è un materiale bello da vedere, se non rifinito ulteriormente. Stucchi, vernici, cielini e controstampi sono obbligatori per chi costruisce usando compositi in resina, servono a nascondere il lato “brutto” dello scafo, dove non c’è il gelcoat a renderlo bello, liscio e luccicante. Ciò significa che allo scafo bisogna aggiungere altro materiale e altro lavoro per terminare il lavoro in modo da renderlo piacevole per il cliente. Ovvero “roba” in più messa in barca (e quindi più peso diffuso, che come è noto non è mai un vantaggio) e più ore di lavoro che si traducono in ulteriori costi. Il legno invece è bello di per sé. Nelle barche in legno non è mai coperto da alcunché. Non è mai è rivestito di nulla, men che meno di quei pannelli di impiallacciato che scimmiottano la sua presenza appiccicandone fogli spessi meno di un millimetro sopra e le superfici in composito. Il che equivale a dire: non costruisco in legno, ma so che all’interno della barca il legno è più bello da vedere della vetroresina.

La vetroresina è veloce da costruire però prevede anche che molto materiale sia “a perdere”. Si stima che in ogni barca in vetro e poliestere prodotta con una sistema di laminazione tradizionale circa un terzo di resina e di vetro sia “sprecato” in sfridi, sbavature di lavorazione, avanzi fisiologici di materiale negli stampi ecc. Tutti problemi che con il legno non si hanno: si usa solo il materiale che serve.

Nota a margine: se l’unico motivo che ti spinge a comprare o a pensare alla tua barca in vetroresina è il minore costo d’acquisto del materiale, allora ti meriti l’inquinamento con cui soffochiamo il mondo. Una parte dei rifiuti arriva proprio dalla produzione di manufatti in vetroresina.

 

Architetto, riduci gli sprechi e i costi parassitiSenza sprechi.

Tutto ciò che si è appena visto rende evidente come il costo di una barca in legno non debba essere necessariamente superiore. Ma andiamo avanti. 

La vetroresina, a seconda dello spessore e della sua natura (se poliestere, vinilestere, epossidica ecc.), ha un densità che va da 140 a oltre 400 kg per metro cubo. Un legno come il cedro rosso si assesta intorno ai 355 kg per metro cubo e un compensato di okumé, uno dei più utilizzati per la nautica, intorno ai 530 kg. Numeri paragonabili e a volte minori. Il che significa: una barca in legno, e in quanto tale usa meno materiale di una in composito, pesa quanto se non meno di una barca in vetroresina.

Una barca che può essere costruita senza sprechi e senza stampi e personalizzabile in ogni aspetto, ha il vantaggio di poter essere progettata esattamente sulle necessità del cliente. Quindi il progettista può presentare all’armatore esattamente la barca che desidera senza preoccuparsi dei costi di realizzazione. Anzi dandogli una barca che è non solo più adatta, ma anche più funzionale e più efficiente. 

Se tre armatori desiderano lo stesso 12 metri, ma uno lo utilizzerà per regate d’altura, uno per uscite giornaliere e un altro per navigare in giro per il mondo è ovvio che ciò che devono avere in barca è differente. Da una parte c’è chi deve avere a bordo qualsiasi cosa, dal dissalatore all’officina di bordo, passando per grandi serbatoi, comode cabine e una cucina ergonomica; dall’altra si trova chi vuole un daysailer e quindi la maggior parte degli accessori e impianti sopraelencati diventano superflui. Poi ci sono tutte le vie di mezzo immaginabili. Ed è qui che i materiali alternativi alla vetroresina hanno un’ulteriore marcia in più.

 

Un progetto su misura.

Architetto, progetta per l’armatore

Se si progetta per costruire in legno è sensato pensare alla barca non per una creatura fumosa come “il mercato”, ma per un’entità reale e definita come “il singolo cliente”. Perché è possibile ottimizzare il progetto in modo tale da mettere a bordo solo ciò che realmente serve. Il risultato è che in genere si ottiene una barca più leggera di una barca di serie, anche a parità di materiale utilizzato. E siccome una barca più leggera ha bisogno di meno potenza per essere spostata andrà a vela più spesso, ricorrendo meno al motore. Inoltre il motore può essere più piccolo tanto da rendere sensata anche la propulsione elettrica. Perché non ho una barca “normale” accessoriata da barca elettrica, ma ho una barca pensata per nascere elettrica.

I vantaggi abitativiUn materiale tradizionale

Infine nella lista dei benefici apportati dal legno c’è l’aspetto sensoriale. Partiamo dal più antico dei sensi: l’olfatto. Quando si parla di legno il suo odore è uno degli aspetti più piacevoli. Non a caso si usa come sinonimo “essenza”, parola utilizzata anche per definire un profumo. Quando si parla di vetroresina, invece di profumo non si parla mai e se non si scende fino al “puzzo” ci si ferma al gradino di “odore”, in entrambi i casi non è mai un termine lusinghiero.
Il legno poi ha un potere coibentante maggiore della vetroresina. Significa che si possono mantenere gli ambienti alla temperatura voluta con minore consumo di risorse: meno riscaldamento in inverno e meno condizionamento d’estate. A vantaggio di chi sta a bordo e del consumo generale e quindi della sostenibilità della barca.

Non solo, il legno, in quanto materiale che rimane “vivo” anche una volta messo in opera interagisce in maniera più attiva con le mutevoli condizioni ambientali. Per esempio il legno assorbe l’umidità meglio della vetroresina quindi una barca in legno all’interno è anche più asciutta. Quando la temperatura esterna si abbassa se in una barca in composito è facile vedere la formazione di condensa sulle parti più fredde, le goccioline di vapore acqueo che si creano per poi ricadere sulla superficie sottostante, questo fenomeno non si presenta sulle barche in legno. Altro elemento che oltre a essere un vantaggio di per sé porta a un’ulteriore riduzione dei consumi: non serve il climatizzatore per deumidificare le cabine.

Infine il legno insonorizza meglio della vetroresina perché assorbe le onde sonore, quindi in una barca in legno si sta più sereni rispetto a una barca in composito.

 

Una scelta saggia

Il vantaggio universale che ha questo tipo di approccio alla nautica è così evidente che sia giovani architetti come Antonio Cataldi, sia firme affermate come Alessandro Vismara e Massimo Paperini hanno le loro barche in legno in costruzione. Per cui, perché non sottoporre le proprie idee a un cantiere che ti dà tutte le carte per poter essere: innovativi, personali, economicamente vantaggiosi e anche più sostenibili da un punto di vista ambientale? In Nabys siamo pronti ad ascoltarti