«Oggi la tendenza dei cantieri che segnano il mercato, quelli che vendono il maggior numero di barche, è infilare dentro uno scafo quanta più roba possibile. A partire dal numero di cabine e di bagni. Così all’acquirente sembra di essersi comprato una barca più grande. Lo scotto che si paga, però, è che alla fine ti senti in una barca da charter.» A pronunciare queste parole è Antonio Cataldi, fondatore dello studio Antonio Cataldi Design. Il 34enne yacht designer fiorentino è l’autore della coperta e degli interni del Nab 10, il natante che il neonato cantiere Nabys sta costruendo. Un 10 metri realizzato in legno, fibra di lino e resina epossidica. Si andrà a: «collocare tra il sartoriale e il prêt-à-porter, per quanto riguarda la personalizzazione, ma che a livello del prezzo di vendita sarà in linea con barche della stessa misura e di finiture equivalenti», illustra Antonio Cataldi.

Gli abbiamo chiesto di raccontare un po’ questo progetto che arriva per rinnovare una fascia di mercato abbastanza snobbata da vere novità dedicate alla crociera che non siano i soliti cloni dei “crocieroni” in plastica proposti dai cantieri di cui sopra.

Soluzioni inedite

Nab 10

Nab 10 vista laterale

«Sono partito dalle esigenze del committente, che mi ha lasciato campo libero. Servivano idee per innovare, per non realizzare un’imbarcazione già vista. Certo il margine nei 10 metri per innovare è ridotto. Non tanto per i volumi in sé, ma per i costi di realizzazione e per l’ottimizzazione dello spazio in rapporto al costo», racconta il designer. In effetti, uno dei problemi che si hanno nell’approcciare le barche piccole è che il prezzo finale di vendita è influenzato in maniera sensibile da ogni intervento.

I 100 euro che costa un’ora lavoro al cantiere incidono di più su 100mila euro che su 500mila, prendendo queste cifre come verosimili prezzi di riferimento di un 30 e di un 42 piedi nuovi.

«Il Nab 10 si rivolge a un tipo di clientela che vuole un’imbarcazione più pensata e ricercata, non la classica dove si desidera tutto e di più all’interno. È differente per materiale di costruzione, certo, ma anche per soluzioni innovative di design e per le prestazioni. Il tutto assemblato con tecniche di costruzione classiche e artigianali, utilizzando in larga parte materiali ecosostenibili come il legno e la fibra di lino».

Come va il Nab 10 a vela

Nab 10 vista alto

Rendering Nab 10 dall’alto

Parliamo di prestazioni. Gli scafi in composito non navigano meglio di quelli in legno? «Dipende dal tipo di composito. Il legno non ha riflesso negativo sulle prestazioni rispetto a una barca in vetroresina di buona qualità. Dove sia la fibra di vetro sia la resina sono scelte con attenzione. Di sicuro, però, il legno ha una ricaduta immediata sulle tecniche di costruzione: prevede un approccio più personalizzato e più artigianale. A partire dalla necessaria cura di ogni dettaglio costruttivo».

In più cambia molto tutto il processo che va dalla firma del contratto al varo della barca. Illustra Antonio Cataldi: «Il coinvolgimento armatoriale è totalmente differente. In genere su una barca da 10 metri vai dal dealer del cantiere di turno, scegli sul catalogo la versione degli interni (sempre che ne esista più di una), eventualmente colori e tappezzerie. Infine selezioni dalla lista degli optional, cosa vuoi a bordo. Poi la barca la vedi quando te la consegnano. Chi sceglie un Nab segue un percorso differente. A partire dalla personalizzazione progettuale, che grazie al legno può essere estrema: non servendo lo stampo come invece accade per le barche “in plastica”, puoi modificare interni e coperta come vuoi. In più, la barca la vedi e ci entri in contatto anche durante la costruzione. Anzi, diventi parte attiva della costruzione. Partecipi direttamente alla sua materializzazione», spiega l’architetto.

Se si scende più nel dettaglio, Antonio Cataldi descrive il Nab 10 così: «Le linee d’acqua, i calcoli strutturali, il piano velico, in generale l’architettura navale e gli aspetti tecnici sono stati curati da Alessandro Vismara e il suo studio: una garanzia nel mondo della vela, specialmente in termini di prestazioni, efficienza e leggerezza. Ha realizzato una barca che navighi velocemente a vela senza preoccuparsi dei vincoli imposti da qualche rating. Per il nostro progetto è importante che il Nab 10, nonostante sia realizzato con un metodo classico, offra prestazioni di livello nel panorama delle barche moderne, per aumentare il piacere della navigazione a vela.
Il Nab10 ha un dislocamento di progetto di 5400 kg e una superficie velica di 63mq».

Esterni e interni

Nab 10 Rendering interno

Interno del Nab 10

All’esterno, nonostante il materiale e le tecniche costruttive siano classici, le linee sono filanti e aggressive. L’architetto: «Il bordo libero di 1,3 metri a metà lunghezza consente di disegnare una tuga più schiacciata, mantenendo un’altezza interna massima di 1,92 metri. L’idea è di proporre una forma solida che comunichi robustezza, e velocità. Gli spigoli sullo scafo e sulla tuga, oltre ad agevolare la la tecnica costruttiva, conferiscono un aspetto aggressivo all’imbarcazione. Il pozzetto lungo tre metri con una superficie di 5 metri quadrati consente di manovrare agevolmente, godersi la navigazione in comodità e il comfort quando si arriva in baia. I passavanti di quasi 60 centimetri nella parte più larga e la tuga che termina in posizione arretrata consentono un camminamento agevole sulla coperta».

Ancora più inusuale il Nab 10 si rivela sotto coperta. «Gli interni presentano un ampio open space dall’entrata fino all’estrema prua, dove troviamo al centro la cucina e a prua la dinette. L’albero è appoggiato in coperta aumentando così lo spazio interno. Questo elimina la sensazione angusta che si ha quando si entra all’interno di un 10 metri. Le cabine sono posizionate a poppa. Il bagno rappresenta un altro elemento di innovazione in quanto si compone di due zone separate a destra e a sinistra delle scale, una dedicata alla doccia e una al WC. Ciò consente di aumentare il comfort e la funzionalità a bordo in quanto si ottiene uno spazio più ampio rispetto alla soluzione ambiente unico, si separano le funzioni in modo da poter essere utilizzato anche da due persone contemporaneamente e si elimina il problema di infradiciare tutto il bagno quando si usa la doccia».

Sono come tu mi vuoi

Nab 10 vista interni

Visuale verso poppa degli interni

Se si parla di personalizzazione che cosa ha già previsto la matita che ha disegnato il Nab 10 per chi volesse qualcosa di diverso? «Grazie alla flessibilità del progetto, gli interni sono personalizzabili e vi è la possibilità di scegliere fra altri due diversi layout oltre alla versione Open Space che abbiamo appena visto. Il Classico che prevede: una cabina a poppa, un bagno a poppa, la dinette Centrale, e una cabina a prua; oppure la versione charter: con due cabine a poppa, dinette centrale, un bagno e una cabina a prua».

«Infine», conclude Antonio Cataldi, «è importante citare anche Massimo Sabatini e Andrea Foschi, esperti di imbarcazioni in legno, che sono stati determinanti nello sviluppo del progetto soprattutto per quanto riguarda gli aspetti tecnici legati al materiale, alle sue tecniche di produzione e della sua tenuta strutturale. Inoltre voglio anche ringraziare Toni Compagno, che ci ha guidato verso l’idea dell’inclusione dell’armatore nel percorso progettuale e produttivo, e sulla differenziazione del prodotto dalla gamma di mercato mainstream».

Insomma, modi per presentare natanti diversi dal solito ce ne sono e grazie anche ai suoi collaboratori, Nabys li sta proponendo sin da ora. Per vedere come si comporterà in acqua il Nab 10 c’è da aspettare ancora la fine della primavera 2021. Ma per vederla prendere forma basta seguire il cantiere sulle sue pagine (sito e social) oppure (DPCM permettendo) andare direttamente in cantiere, a Signa, a pochi chilometri da Firenze.